Studio, documentazione e restauro della chiesa di San Nicola a Nicosia, Cipro

Periodo: 2006
Sito geografico: Ex Chiesa di San Nicola a Nicosia (Cipro)
Tipo di progetto: Progetto internazionale
Responsabile: Luciano Cessari
Project team: Bacigalupo, Cangi, Cessari, Conti , Fangi , Gigliarelli, Mastrorilli

Il progetto per lo studio, la documentazione e il restauro della antica chiesa di San Nicola a Nicosia a Cipro, finanziato con fondi europei dall’UNDP, rappresenta uno dei restauri di eccellenza in ambito internazionale che il CNR sta portando avanti dal 2006 con un gruppo di circa 30 esperti e ricercatori sia del Cnr che dell’università e di settori specializzati nel consolidamento e nella conservazione dei materiali architettonici. Giunto a noi  in gran parte collassato in seguito ad eventi calamitosi, costituisce uno dei più interessanti esempi di architettura religiosa non solo di Cipro, ma dell’area del Mediterraneo Orientale. Lo studio storico, morfologico, geometrico e diagnostico sullo stato di conservazione ha costituito la base per il progetto di consolidamento strutturale e delle superfici e per il progetto di rifunzionalizzazione. E stato realizzato un modello 3D dell’edificio, con tutte le parti mancanti, che ha evidenziato la forte alterazione della geometria nel lato meridionale, legata a dissesti dovuti al peso della grande cupola realizzata in una fase tarda. Una serie di indagini diagnostiche sullo stato conservativo dei materiali e delle strutture ha evidenziato il grado di dissesto gravissimo che affligge il monumento a causa dei numerosi eventi sismici che lo hanno colpito nel corso dei secoli. I maggiori dissesti e deformazioni riguardavano la navata sud, in particolare tre colonne a rischio di crollo che sono state ingabbiate, smontate e rimontate seguendo la stessa originale deformazione, ma con un perno centrale e una doppia fune metallica interna che ne stabilizza la configurazione geometrica. I lavori di restauro, durati alcuni anni, hanno previsto soluzioni altamente innovative come il pendolo, un dispositivo antisismico sperimentato per la prima volta in questo cantiere. La sua invenzione ha preso spunto da un precedente studio fatto sulle coperture a doppia cupola delle moschee timuridi nella città di Samarcanda in Uzbekistan. Elemento cardine del progetto è stato il piano di riuso del monumento come centro per concerti, eventi culturali, mostre, attuato con la esecuzione di opere di rifunzionalizzazione, tra le quali la progettazione di due nuove leggere coperture in legno, una delle quale realizzata. Una soluzione formale e reversibile che non propone nessun ripristino né ricostruzioni in stile e che scaturisce dalla comprensione e dalla lettura storico critica dell’edificio e dalle sue problematiche di dissesto e di degrado.

Progetto vincitore dell’European Union Prize for Cultural Heritage 2009 (Europa Nostra Award) con la seguente motivazione: "This dossier has been unanimously appreciated by the Jury for the completeness of the research - from the historical and archaeological analysis to the architectural and technical diagnosis. The research pointed out the operative quality of the restoration project, an innovative method of anti-seismic support and vocational training for future maintenance. The Jury also underlines the importance of the reuse project that respects the dignity of this sacred space."