Ricostruzioni virtuali

Responsabile: Daniele Ferdani
Laboratorio: VHLab
Project team: Daniele Ferdani, Emanuel Demetrescu

Nel corso degli ultimi anni è stato registrato un crescente interesse verso l’Archeologia Virtuale ed il suo ruolo nella comunicazione del patrimonio culturale. Il termine virtual archaeology fu utilizzato per la prima volta nel 1990 da Paul Reilly per indicare modelli tridimensionali del patrimonio culturale. Parlare oggi di “Archeologia Virtuale” come disciplina, può sembrare ancora prematuro poiché ancora studiata in modo marginale all’interno del mondo accademico, tuttavia i principi su cui si fonda sono attualmente in corso di maturazione e di viva discussione nell’ambito della comunità scientifica internazionale. 

Da anni il VHLab del CNR ITABC si occupa di ricostruzioni virtuali per la rappresentazione e simulazione di contesti antichi e la loro presentazione al pubblico mediante apposite applicazioni multimediali. Tuttavia la ricostruzione tridimensionale non si limita solamente a rappresentare con strumenti di computer grafica l'ipotesi dell'archeologo ma, se elaborata con approccio scientifico, favorisce un alto livello di documentazione e comprensione di informazioni complesse (tra gli strumenti di documentazione si veda ad esempio l'extended matrix). Ancora prima della sua pubblicazione dunque, il modello 3D rivesta un ruolo fondamentale di supporto alla ricerca su campo, permettendo la discussione, il confronto e la verifica passo passo delle ipotesi interpretative garantendo la consistenza scientifica del modello.

Tra i vari progetti in cui le metodologie di ricostruzione virtuale sono state applicate con successo indichiamo: RevealCemecEtruscanning e V-Must