Metodologie e tecniche integrate per lo studio e la valorizzazione di monete e tesori monetali antichi

Periodo: 2005-2012
Responsabile: Salvatore Garraffo
Project team: Anguillesi, Bacigalupo, Ferretti, Lentini, Marucci, Meo-Evoli, Panaitescu
Partner: CNR - IBAM, Dipartimento di Chimica - Università di Catania, Dipartimento di Chimica - Università di Genova, Dipartimento di Fisica - Università di Catania, Laboratori Nazionali del Sud, INFN, Libyan Department of Antiquities, Tripoli, The British Museum, Université de Paris Panthéon - Sorbonne
Parole chiave: Analisi chimica, Analisi non distruttive, Archaeometry, Archeometria, Chemical Analisys, Fluorescenza a raggi X, Late Roman Coinage, Minting techniques, Misurata coin hoard, Monete Tardo Romane, Non-destructive analysis, Numismatica, Numismatics, tecniche di fabbricazione, Tesoro di Misurata, XRF

Il Progetto riguardante lo sviluppo di metodologie e tecniche integrate per lo studio e la valorizzazione di monete e tesori monetali antichi si articola in due linee di attività:

  • Realizzazione di un sistema informativo prototipale per la catalogazione, gestione e pubblicazione di monete e tesori monetali antichi.
  • Realizzazione di un sistema integrato per la caratterizzazione di monete antiche con particolare riferimento a quelle romane con arricchimento superficiale in argento mediante tecniche analitiche non  distruttive.

L'obbiettivo è la sperimentazione di un approccio integrato per lo studio del patrimonio numismatico fondato non solo sulle metodologie tradizionali di indagine, tipiche del settore umanistico, ma anche su quelle delle hard sciences ai fini della caratterizzazione, della determinazione della ampiezza della forbice valore nominale / valore reale, della ricostruzione delle tecnologie di fabbricazione, in modo da fornire piene ed esaurienti risposte alla domanda storica.

Il caso di studio attuale è costituito dal Tesoro monetale di Misurata.

Il più grande tesoro monetale tardoromano, ritrovato pressoché intatto nel 1981 in Libia, a circa 18 km. ad Ovest di Misurata, è oggi fruibile in tutto il suo splendore grazie al lavoro dell'ITABC, che coordina (Resp. Salvatore Garraffo) il restauro, l'analisi composizionale, la digitalizzazione e lo studio nella prospettiva dell'interpretazione storica globale di questo immenso patrimonio. I risultati sinora ottenuti sono stati illustrati nel corso di due Convegni Internazionali di Studi, tenutisi rispettivamente nel 2009 e nel 2012.

Il tesoro, composto da oltre 108.000 monete, fu rinvenuto casualmente durante l'esecuzione di lavori agricoli, dentro grossi vasi (olle, brocche, anfore), sotterrati in prossimità di due edifici, facenti parte forse di una mutatio (luogo di ristoro e di cambio dei cavalli) del cursus publicus, il servizio per il trasporto di merci o plichi appartenenti allo Stato, e di persone che viaggiavano per conto dell' amministrazione centrale.

Databili tra il 294 e il 333 d.C. ca., queste monete sono costituite essenzialmente da nummi (folles), prodotti con una lega rame-stagno-piombo, comprendente una piccola quantità di argento, e caratterizzati da un arricchimento superficiale sottilissimo con il medesimo metallo.

I tesoro costituisce il più grande ritrovamento monetale di tutto il mondo antico che sia entrato a far parte di una collezione museale (Museo di Leptis Magna, El Khoms). Il rinvenimento si distingue, oltre che per le dimensioni, per il fatto che getta nuova luce sia sulla storia dell'economia e della circolazione monetaria in Tripolitania nella prima metà del IV secolo d.C., che sulla metallurgia e la tecnologia della produzione monetale di quel periodo. Le monete sono tuttora oggetto di un'accurata serie di analisi fisiche non distruttive volte a definire la percentuale del contenuto in argento nella lega e a precisare, in associazione con altri metodi di indagine, la tecnologia di fabbricazione: elementi che aiutano a ricostruire l''inflazione' e le periodiche crisi economiche e monetarie che travagliarono in quei decenni l'Impero Romano.

Le misure, effettuate sistematicamente a partire dal 2007, si avvalgono di tecniche non distruttive e di strumentazioni, anche portatili, basate sull'utilizzo di sorgenti radioattive, messe a disposizione dai laboratori dell'ITABC e dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. L'attività di analisi è infatti resa possibile dalla stipula di appositi accordi tra l' ITABC, l'INFN (Laboratori del Sud, Catania) e il Dipartimento di Archeologia della Repubblica di Libia, concernenti l'importazione e l'uso presso il Museo di Leptis Magna di apposita strumentazione per l' analisi non distruttiva. Le ricerche sui processi tecnologici di fabbricazione delle monete sono portate avanti, in particolare, attraverso la collaborazione con il Dipartimento di Chimica dell'Università di Catania.

Per il tesoro di Misurata si veda il sito www.misurata.unict.it