CEMEC Connecting Early Medieval European Collections

Periodo: 2015-2019
Tipo di progetto: Programma Creative Europe, - Culture, Cooperation Project (H2020). Grant Agreement 2015-1143/001-001
Responsabile: Eva Pietroni
Laboratorio: VHLab
Project team: Alfonsina Pagano, Enzo d'Annibale, Daniele Ferdani, Emanuel Demetrescu, Leonardo Rescic,
Partner: Allard Pierson Museum, LVR-Landes Museum Bonn, Hungarian National Museum, Byzantine and Christian Museum Athens, Museum of Jaén, CNR ITABC, Institute of Iberian Archaeology, University College Dublin, DEN Foundation, E.V.O.CA. srl, NoHo, Fraunhofer IGD, Moobels
Parole chiave: Vetrina Olografica, Museologia,

Progetto europeo finanziato da EACEA (Education, Audio Visual and Culture Executive Agency).

Il progetto CEMEC ha come principale obiettivo la cooperazione internazionale di un network europeo di istituzioni museali e partner tecnici per la realizzazione di una mostra itinerante. La mostra apre le porte alla storia e all'arte dell'Alto Medioevo (300-1000 d.C.), tra diversità e connessioni, culture globali e culture locali, mirando al riscatto culturale dei cosiddetti “secoli bui”. L'evento prevede l'integrazione di collezioni reali con contenuti digitali che dovrebbero agevolare la trasmissione dei contenuti culturali attraverso lo sviluppo di una specifica strategia museologica.Il CNR-ITABC lavora allo sviluppo dei contenuti digitali per le mostre itineranti. Si occupa del processo di digitalizzazione 3d e 2D di oggetti ma soprattutto sviluppa il design concettuale delle applicazioni multimediali che vengono distribuite negli spazi museali.

L'attenzione dei prodotti è concentrata non solo sulle applicazioni digitali, ma anche sulla loro connessione con lo spazio fisico, i percorsi del visitatore, la dislocazione rispetto alle collezioni, lo sviluppo dei registri e dei formati comunicativi, al fine di rendere lo spazio un luogo di partecipazione e di narrazione.

In particolare il CNR ITABC, ha ideato e realizzato una vetrina olografica innovativa, basata sulla tecnica illusoria del Pepper’s Ghost, in cui viene ricostruita e simulata la dimensione sensoriale intorno all'oggetto esposto, attraverso una nuova forma di interazione fra manufatto reale e contenuti virtuali e di narrazione drammaturgica, prossimafrontiera nella narrazione museale. 

L’anteprima della mostra, più incentrata sulla popolazione degli Avari, si è tenuta a pochi mesi dall’inizio del progetto presso il Museo Nazionale Ungherese di Budapest, dove il CNR ITABC, in collaborazione con E.V.O.CA., ha progettato e realizzato  una grande vetrina olografica, integrata in una più ampia parete di proiezione, dedicata alla spada avara Kunagota. Tramite proiezioni olografiche che usano la tecnica del Pepper’s Ghost è stata creata una drammaturgia attorno all’oggetto museale esposto al suo interno, ricostruendone frammenti di storia e di vita secondo un approccio non descrittivo ma,appunto, drammaturgico.  Operando in modo virtuale sull’oggetto sopra ed intorno ad esso,  l’oggetto è stato reso meglio leggibile, è stato contestualizzato e restituito alla sua sfera di vita in chiave evocativa.

Questa installazione dedicata alla spada Kunagota è stata arricchita di ulteriori contenuti in occasione della prima edizione completa della mostra Crossroads presso il Museo Allard Pierson di Amsterdam, da settembre 2017 ad aprile 2018. 

Nel maggio 2018 la mostra itinerante si è spostata al Museo di Arte Cristiana e Bizantina di  Atene, Byzantium and the others in the first  millenium, fino ad ottobre 2018, prima di spostarsi al museo di Bonn.  Ad Atene la grande vetrina olografica è stata utilizzata per ospitare nuovi contenuti: tre oggetti del tesoro di Mytilene (provenienti dal museo ospitante). L’approccio narrativo è stato in parte simile: momenti di drammaturgia si alternano a momenti più esplicativi; oltre alla computer grafica è stato usato il linguaggio della video artee la partecipazione  di attori. Gli oggetti esposti sono contestualizzati all’interno di scene evocative, in slow motion, che ne mostrano l’impiego. Per questo è stato necessario stampare in 3D alcuni degli oggetti museali originali, così da poterli manipolare durante le riprese.

L’unica forma di interazione implementata nelle vetrine è la scelta della lingua, inglese e lingua locale.

I modelli 3Ddegli oggetti di Mytilene e della spada Kunagota sono stati stampati in 3D sono utili anche per esporre la vetrina e farne capire le potenzialità in occasioni e in sedi diverse dai musei partner, in assenza dei reperti originali.

 Sono state realizzate anche animazioni per altre tre vetrine olografiche più piccole, (il cui design in questo caso è stato progettato dal team olandese), dedicate ad altri due oggetti  ungheresi molto preziosi, una fibbia ed una spilla, ed una fibbia proveniente invece dal museo di Bonn.

La mostra viene poi ospitata a Bonn e infine a Bruxelles nel corso del 2018-2019.

In tutte le sedi della mostra itinerante,il CNR ITABC ha condotto indagini sulla User Experience, al fine di capire l’attrattività, l’usabilità, il gradimento, l’impatto educativo che le vetrine olografiche hanno sul pubblico. I dati sono stati raccolti e registrati attraverso l’osservazione dei comportamenti dei visitatori e questionari.

Il lavoro è stato presentato in vari convegni e pubblicato in articoli scientifici di rilevanza internazionale.

 brochure    Making of del tesoro di Mytilene   Presentazione del progetto e risultati 


Holographic showcase in Athens, the Mytilene Treasure from Eva Pietroni on Vimeo.

MYTILENE TREASURE_ENG + lights from Eva Pietroni on Vimeo.

A Frankish disc-brooch, holographic showcase from Eva Pietroni on Vimeo.

Tthe Kunagota sword: Holographic showcase for museums from Eva Pietroni on Vimeo.